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Ha un sapore "vulcanico", e il rosso della lava. È il Piennolo, il pomodorino più partenopeo che ci sia: buonissimo, bello da vedere e a lunga conservazione.

Il Piennolo del Vesuvio D.O.P. è un vero e proprio "gioiello" della tradizione agricola napoletana, tanto che i suoi grappoli scarlatti richiamano al Natale e le sue miniature compaiono nei presepi più belli fin dal ‘700. Si dice che anche il suo colore ardente  sia opera del Vesuvio, e leggenda racconta che le sue radici si nutrano della sua lava. La scienza agraria dice altro, ma di certo beneficia del generoso sole campano, e del fertile terreno vulcanico delle colline e delle montagne che circondano il golfo di Napoli.

È piccolo sì, ma forte e resistente, tanto che la sua coltivazione si è affermata in virtù della sua lunga conservazione. Appena raccolto è sodo e gustoso, ma la sua buccia coriacea permette di disporre di un pomodoro fresco e fragrante anche in pieno inverno, per pizze, focacce e primi piatti fragranti e saporiti. Le bacche, che pesano 25/30 grammi, sono rotonde e regolari, con un piccolo pizzo all’estremità inferiore. La polpa, carnosa e compatta, ha un caratteristico sapore dolce, dal retrogusto acidulo, dovuto all’alta concentrazione di zuccheri e sali minerali.

Ecco alcune caratteristiche che rendono unico il Piennolo d.o.p. :
- È saporito, aromatico, e conquista il palato al primo assaggio;
- È versatile, fragrante e buono, sia mangiato fresco che cucinato;
- È antiossidante e ricco di  nutrienti preziosi, che fanno bene al cuore e sostengono il sistema immunitario;
- Si conserva a temperatura ambiente, e la polpa resta soda e carnosa a lungo.

L’area tipica di produzione del Pomodorino del Piennolo d.o.p. coincide con il territorio del Parco Nazionale del Vesuvio. Cresce su sostegni con paletti di legno, per evitare che i pomi tocchino terra e far sì che ricevano al meglio i raggi del sole.

Il nome “Piennolo”, che nella lingua napoletana significa pendolo, deriva dalla tradizionale tecnica di conservazione per l’inverno. I pomodori raccolti tra luglio e agosto, legati a cerchio, compongono un grappolo che si conserva bene appeso in luoghi asciutti, anche in cucina se è ben ventilata. In questo modo la maturazione è lenta e costante , e di mese in mese, anche se perde un po’ del suo turgore, assume un sapore delizioso, che lo rende un ingrediente insostituibile di gustose conserve, come la celebre ‘pacchetella’, salse,  intingoli e mille ricette di terra e di mare.

Il Piennolo del Vesuvio, infine, presenta anche ottime caratteristiche organolettiche; è ricco di vitamina A e C e di Licopene, che svolgono un’efficace azione antiossidante, stimolando la produzione di enzimi che bloccano l’azione cancerogena dei radicali liberi, e di sali minerali come calcio, fosforo e potassio, utili al funzionamento del cuore e dei muscoli.

Viva la tradizione, allora, viva il pennolo del vesuvio!