26 gennaio 2026
Il 29, 30 e 31 gennaio sono, per tradizione, i "Giorni della Merla". La saggezza popolare li definisce come i più freddi dell'anno, un ultimo, gelido sussulto dell'inverno prima che la natura inizi, lentissimamente, a risvegliarsi. Ma da dove deriva questo nome così suggestivo e come possiamo "sopravvivere" a queste temperature con gusto?
La leggenda più celebre racconta di una bianca merla che, per proteggere i suoi piccoli dal gelo pungente di un gennaio particolarmente cattivo, decise di rifugiarsi dentro un comignolo. Quando ne uscì, il primo febbraio, il suo piumaggio era diventato completamente nero a causa della fuliggine. Da quel giorno, tutti i merli nacquero neri.
Oltre al mito, questi tre giorni rappresentano un momento di passaggio. Se sono freddi, si dice che la primavera sarà bella; se invece il clima è mite, la primavera tarderà ad arrivare. In questo periodo, la nostra cucina si trasforma in un rifugio, cerchiamo piatti che sappiano di casa, fuoco acceso e nutrimento profondo.
Per affrontare il "grande freddo", la natura ci offre ingredienti perfetti.
Vellutata d’oro
Un piatto che nel colore e nel sapore richiama il tepore di un focolare. Le castagne donano una nota dolce e farinosa che rende la zuppa incredibilmente avvolgente.
Preparazione: taglia la zucca a cubetti e falla cuocere in un soffritto di scalogno. Copri con brodo vegetale e aggiungi delle castagne già lesse. Quando la zucca è tenera, frulla tutto fino a ottenere una crema setosa.
Servila in una ciotola di ceramica, con un filo d'olio a crudo, una macinata di pepe nero e dei rametti di rosmarino fresco. Accompagna con crostini di pane integrale tostati.
Polenta "Concia" alla mediterranea
La polenta è il simbolo dell'inverno. In questa versione, la arricchiamo con i formaggi tipici per creare un piatto unico energetico e filante.
Preparazione: prepara una polenta (anche a cottura rapida per risparmiare tempo). Quando è quasi pronta, mantecala energicamente con abbondante burro di malga, parmigiano e cubetti di fontina o taleggio. Mescola finché il formaggio non crea i classici "fili".
Versala direttamente su un tagliere di legno o in piatti fondi individuali. Aggiungi sopra un cucchiaio di sugo di pomodoro ristretto o semplicemente del burro fuso con salvia.
Zuppa di orzo, verza e salsiccia
La verza dà il meglio di sé proprio dopo le prime gelate, perché diventa più tenera. Questa zuppa è un pasto completo, rustico e profondamente corroborante.
Preparazione: fai rosolare della salsiccia sgranata con un trito di sedano, carota e cipolla. Aggiungi la verza tagliata a striscioline e l'orzo perlato (precedentemente sciacquato). Copri con abbondante acqua o brodo e lascia cuocere per circa 30-40 minuti a fuoco lento.
Servila caldissima con una spolverata di pecorino grattugiato e un pizzico di peperoncino per dare quella sferzata di calore extra ideale per combattere il gelo della Merla.
Qual è il tuo "piatto della sopravvivenza" contro il freddo di gennaio?
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